Alberto Rossetti

Progetto “Le Parole nel virtuale”

Il progetto “Le Parole nel virtuale” è pensato per gli alunni delle classi 4^ e 5^ della scuola primaria, gli insegnanti di queste classi e i genitori di tutta la scuola.

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Le tecnologie digitali, in particolare smartphone, tablet e console per videogame, sono sempre di più parte integrante della vita dell’essere umano, bambini compresi. Già da piccoli, infatti, i bambini vivono immersi in un mondo che sta cambiando in seguito all’introduzione di questi nuovi dispositivi nella vita quotidiana. Fin dai primi attimi di vita vengono immortalati dagli schermi di genitori e nonni, crescono in casa osservando gli adulti intenti a maneggiare i rispettivi smartphone, imparano a divertirsi giocando con tablet, smartphone e console fino a quando scoprono che con quegli strumenti si può anche comunicare con altre persone. Questo discorso vale anche per i bambini che in casa sono meno in contatto con le nove tecnologie, in quanto si trovano comunque a crescere in un mondo in cui sia la relazione tra le persone sia la costruzione identitaria sono in profonda trasformazione. La facilità che questi dispositivi offrono nel comunicare e nello svagarsi, oltre a rendere particolarmente difficile una loro regolamentazione, può condurre verso l’idea che per poter vivere non sia necessaria la presenza di un altro, che la relazione non sia che uno degli aspetti della vita dell’umano, che la parola sia solo un mezzo per comunicare una propria emozione.

L’intervento si articola su tre spazi differenti: il primo rivolto ai bambini, il secondo agli insegnanti e il terzo ai genitori.

Obiettivo generale è condurre bambini, insegnanti e genitori a riflettere sul ruolo che i diversi strumenti digitali occupano all’interno della propria vita e sul modo in cui stanno modificando il modo di relazionarsi. 

Destinatari

Alunni delle classi 4^ e 5^ della scuola primaria, insegnanti di queste classi e genitori della scuola.

Obiettivi

Spazio bambini

  • Offrire uno spazio relazionale in cui la parola e l’ascolto consentano al bambino una serena riflessione sul proprio modo d’essere in relazione all’altro.
  • Aiutarli a vedere e a comprendere le differenze esistenti tra uno schermo, che funziona come rappresentazione della realtà, e la realtà come luogo di espressione soggettiva.
  • Sostenerli e stimolarli nel verbalizzare le difficoltà che nascono dalla relazione con l’altro in quanto spesso l’utilizzo dei nuovi dispositivi toglie “parola” a questi “sintomi”.
  • Comprendere le diverse modalità personali messe in gioco nel rapporto vis à vis e in quelle mediate dallo strumento digitale.
  • Comprendere i rischi e le potenzialità esistenti nel rapporto con i nuovi dispositivi digitali.   

Spazio insegnanti

  • Offrire uno spazio relazionale in cui potersi interrogare sulle proprie modalità di utilizzo delle nuove tecnologie e sulle diverse rappresentazioni utilizzate dal mondo degli adulti per raccontare quelle dei bambini (“nativi digitali”, “dipendenti”, “drogati” ). 
  • Mettere in luce quali sono le difficoltà che le nuove tecnologie creano nella relazione con i bambini e i genitori e quali le opportunità.
  • Dare strumenti per intercettare quelle situazioni di disagio causate o messe in evidenza dagli strumenti tecnologici.
  • Aprire uno spazio di riflessione in cui il focus non siano le nuove tecnologie, intese come oggetto neutro e ideologico verso cui schierarsi a favore o contro, ma il modo con cui stanno modificando il modo di relazionarsi tra bambini, tra bambini e insegnanti e tra insegnanti e genitori.
  • Stimolare curiosità e passione nei confronti delle nuove tecnologie e scoraggiare un atteggiamento di passività.
  • Rendere gli insegnanti più consapevoli del proprio ruolo educativo anche in questo campo. 

Spazio genitori

  • Offrire uno spazio relazionale in cui potersi interrogare sulle proprie modalità di utilizzo delle nuove tecnologie e sulle diverse rappresentazioni utilizzate dal mondo degli adulti per raccontare quelle dei bambini (“nativi digitali”, “dipendenti”, “drogati” ).
  • Mettere in luce in che modo le nuove tecnologie stanno modificando il modo di relazionarsi all’interno della famiglia e nel rapporto con i figli.
  • Stimolare curiosità e passione nei confronti delle nuove tecnologie e scoraggiare un atteggiamento di passività.
  • Offrire uno spazio in cui confrontarsi sulle tematiche educative che questi nuovi strumenti tecnologici  stanno introducendo.
  • Rendere i genitori più consapevoli del proprio ruolo educativo anche in questo campo.

Risultati attesi

Ci si aspetta che i bambini comprendano l’importanza della relazione tra pari e che imparino a non usare in maniera impropria i dispositivi tecnologici a loro disposizione; che sappiano riconoscere e chiedere aiuto in caso di pericolo; che sappiano riconoscere le differenze tra la relazione vis à vis e quella mediata dallo strumento digitale; che non si mettano in situazioni di rischio utilizzando dispositivi tecnologici.

Ci si aspetta che gli insegnanti riescano a vedere gli aspetti positivi portati dalle nuove tecnologie ma che nello stesso tempo sappiano essere critici rispetto al loro utilizzo; che anche in questo campo possano riconoscersi come modelli ed esempio di fronte ai bambini; che acquisiscano nuovi strumenti per poter affrontare le situazioni problematiche legate all’uso di questi strumenti all’interno della classe e nel rapporto con i genitori. 

Ci si aspetta che i genitori accrescano la loro curiosità nei confronti delle nuove tecnologie ma che nello stesso tempo imparino a farne un utilizzo critico; che acquisiscano strumenti educativi utili non solo a fronteggiare le situazioni di crisi ma anche a stimolare nei bambini un uso consapevole; che riconoscano nell’incontro con gli altri genitori un’occasione di scambio e confronto reciproco.

Se siete interessati al progetto trovate tutti i miei riferimenti 
nella pagina contatti.