La strada e il desiderio

Un padre e un figlio lungo la strada. In una terra desolata in cui regnano morte e cenere. Ma quel padre lotta per tenere vivo il fuoco, per farlo crescere, per non farlo spegnere mai. Con tutti i suoi limiti e le sue paure, senza essere un supereroe, semplicemente testimoniando l’opportunità che la strada può offrire.

E quel bambino lotta con suo padre, attraverso suo padre. Non resta in silenzio, esige che il padre non si privi mai del cibo per darlo a lui. Vuole stare dalla parte dei buoni e vigila affinché il padre non ceda alla tentazione di cercare una strada più semplice. 

La strada della vita è dura. Lo si percepisce molto bene in La strada di Cormac McCarthy. Lo si ascolta nei dialoghi che questo padre ha con suo figlio. Lo si sente mentre con fatica camminano in questa terra dove tutto è stato distrutto e dove sono rimaste poche cose di valore.

“Nessuna lista di cose da fare. Ogni giornata sufficiente a se stessa. Ogni ora. Non c’è un dopo. Il dopo è già qui. Tutte le cose piene di grazia e bellezza che portiamo nel cuore hanno un’origine comune nel dolore. Nascono dal cordoglio e dalle ceneri. Ecco, sussurrò al bambino addormentato. Io ho te”.

Portare il fuoco è l’obiettivo della strada. E della vita. Non si capisce bene dove ma è chiaro il perché. Non è questa l’immagine più intensa che possiamo avere del desiderio? Che non è mai desiderio di qualcosa, come una certa visione semplicistica della nostra cultura vorrebbe fare credere, ma è sempre desiderio di Altro. Portare il fuoco senza sapere bene dove. Ma portarlo. Perché se il fuoco resta vivo, se brucia e se scalda allora una vita diventa degna di essere vissuta. Anche tra le ceneri e in mezzo alla distruzione. 

Per questo il romanzo di McCarthy è immenso. Perché riesce a raccontare l’amore di un padre per il figlio e di un figlio per il padre lungo una strada fatta di morte, cenere, devastazione.  

“Devi portare il fuoco.

Non so come si fa.

Sì che lo sai.

È vero? Il fuoco intendo.

Sì che è vero.

E dove sta? Io non lo so dove sta.

Sì che lo sai. É dentro di te. Da sempre. Io lo vedo.” 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.