Alberto Rossetti

Insegnare la libertà ai giovani. Un modello da seguire

Lascia un commento

Ha ancora senso parlare di legge e di regole in una società che chiama censura o ingiustizia qualsiasi azione diretta a limitare l’espressione individuale? Sicuramente sì, anche se indubbiamente occorre inventarsi un nuovo modo per far funzionare queste parole. Anzi, possiamo dire che se vogliamo lasciare in eredità un mondo migliore dobbiamo operarci affinché la legge torni a svolgere quella funzione di limite al godimento, unica strada possibile per tornare a parlare di desiderio. Lo dico senza paura: il modo degli adulti deve parlare ai giovani di amore, ovvero di ciò che rende piena e unica una vita. Altrimenti si continuerà a illudere la gioventù, ma non solo, che la schermata-2016-12-19-alle-14-49-09vita si possa riempire di oggetti, di successo, di carriera, di sostanza. Uno degli spot di Natale della Apple si conclude dicendo “apri il tuo cuore a tutti” (sottinteso, compra un iPhone a tutti). Un esempio di come oggi, trovandoci all’interno di quello che Lacan chiama il discorso del capitalista, ci si nutra di oggetti lasciando a loro il compito di soddisfare il nostro bisogno di amore. Il risultato è  che la fame aumenta sempre di più senza che si riesca mai davvero ad arrivare ad un senso di pienezza.

Oggi i giovani si trovano di fronte a quella che Alain Badiou, nel suo libro La vera vita, ha chiamato libertà negativa: una libertà che funziona in quanto non ci sono regole. Chi prova a mettere un limite viene non ascoltato, preso in giro e anche deriso. Sto esagerando, ne sono consapevole, ma per sottolineare quanto il mondo dei ragazzi veda nelle costrizioni un limite alla libertà personale: non si passa attraverso il limite, lo si vuole eliminare perché si pensa sia esso il problema da superare. Non ci si accorge, ma del resto qui dovrebbe intervenire il mondo adulto, che è solo  a partire dalle pieghe di quel limite che si può costruire una vita piena. La cosa interessante è che spesso è propio il mondo degli adulti a favorire questo comportamento, incoraggiando un’espressione libera e non introducendo nessun tipo di regola. Avere infinite possibilità significa in fondo non averne nessuna.

Ma come si può uscire da questa rotatoria infinta che non fa altro che produrre insoddisfazione?

Ho costruito questo schema. Sarà da migliorare ma rappresenta un buon punto di partenza.

liberta-001

Il ruolo educativo all’interno della rotatoria “illusoria” della libertà

Partiamo dalle frecce blu. La società contemporanea fa una grande promessa: la libertà. Liberi dalla sofferenza, liberi di fare ciò che si vuole, liberi da ogni sorta di legame. Non è una libertà che nasce da una costrizione, come può essere quella di un popolo che si ribella al tiranno. La libertà di cui stiamo parlando è la libertà di espressione individuale, l’idea che la vita si possa realizzare solamente attraverso un’espressione totale del proprio sé. Beninteso, qui non sto parlando del soggetto che prende parola, del parlessere per dirla in termini lacaniani, ma dell’ideale del self-made man, ovvero di chi si realizza inseguendo i propri sogni e non rinunciando a nulla. Questi primi due punti fanno capire il perché in questa società il web stia avendo tutto questo successo: lo smartphone, Facebook, i blog…sono tutti mezzi di espressione individuale molto potenti. Per poter mantenere questa promessa, però, occorre cedere a un compromesso: far cadere la regola. Se ci sono regole, se esiste una legge, non è possibile raggiungere quella realizzazione individuale di sé che consente di giungere alla libertà. Tutto ciò porta ovviamente a delle conseguenze: senza regole non c’è direzione, non c’è un indirizzo verso cui potersi rivolgere. Non si può quindi fare altro che tornare a quell’ideale di libertà che apparentemente fa sentire un po’ più pieni e riprendere a girare all’infinto, nella speranza di incontrare prima o poi qualche cosa che dia un senso diverso alla vita.

Se si vuole invertire la rotta bisogna agire all’interno di questo cerchio (frecce rosse), non si può fare in altro modo. L’unico accesso possibile, a mio parere, è quello che nello schema ho nominato mancanza di direzione. Se infatti partissimo dalla libertà o anche dall’espressione individuale, rischieremmo solo di sentirci dire che la libertà non si deve toccare e che non è giusto limitare l’espressione individuale. Se ci si pensa bene si troveranno infiniti esempi in questo senso. Lo stesso discorso vale per la regola: partendo da qui, alzando la voce e imponendo la regola, si rischia di ottenere l’effetto contrario. Non resta che il quarto accesso, quello della direzione, l’unico a chiamare direttamente in causa il mondo degli adulti e, forse proprio per questo, visto come il più inutile. Offrire una direzione attraverso la testimonianza della propria vita è il dono più importante che un adulto può fare a un giovane. “Ma cosa posso testimoniare, io, che sono più confuso dei miei figli in questo mondo?”. Si testimonia che una direzione la si è presa, che la vita non può e non deve essere solo consumata, che l’amore non è il godimento e che, pur non essendo facilmente descrivibile a parola, può trasformarsi in atto. Si testimonia con la propria vita che il desiderio e la regola sono strettamente intrecciati. Si testimonia la propria umanità, fatta non solo di errori e incertezze, ma anche di scelte (e quindi inevitabilmente di errori). Ora, come dicevo prima, questo discorso chiede al mondo degli adulti di ingaggiarsi in prima persona, di  essere i primi a rifiutare quella rotatoria furiosa che la nostra società propone a tutti. Qui si nasconde la difficoltà più grande, me ne rendo conto. Ma sono convinto che questa sia anche la strada che offre possibilità maggiori in quanto non chiede a nessuno di essere quello che non è, di seguire il manuale del genitore perfetto, di sposare una teoria psicologica o educativa. Ovviamente, partendo da questo punto, si potrà poi invertire la rotta incontrando meno resistenze. Offrire una direzione significa infatti proporre delle regole, far vedere che se si vuole andare in quel verso è necessario porsi qualche limite. Tutto questo porterà chiaramente a limitare la propria espressione individuale in quanto non si potrà più dire tutto, ci si dovrà accontentare dire qualcosa. Infine si arriverà alla libertà che però, finalmente, proietterà altrove, lanciando fuori dal cerchio verso direzioni che non possono essere definite a priori. Come si sarà potuto notare la via di accesso alla libertà, seguendo questo percorso, è più lunga e faticosa in quanto la libertà non è che un effetto, un prodotto, e non il punto iniziale. Penso però che sia questa la strada per fare una proposta diversa ai giovani, per evitare che si brucino in questa rotatoria infernale che promette libertà ma restituisce solo dipendenze. Qui si colloca il ruolo dell’adulto, che sia genitore, insegnante o politico: testimoniare con la propria vita che una via d’uscita è possibile, che l’amore non è un gadget da regalare a Natale. 

Annunci

Autore: albertorossetti

Psicologo e Psicoterapeuta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...