Possiamo ancora vivere senza telefono e Internet?

20130826_forgot-my-phoneQualche giorno fa ho parlato ad un amico del mio lavoro, della passione per le nuove tecnologie, di come le app sui dispositivi mobile possano essere utilizzate dai bambini per scoprire l’ambiente circostante. Lui mi ha ascoltato e ad un certo punto mi ha detto: “Sai qual è la cosa che non mi convince di tutta questa innovazione tecnologica? Che senza uno strumento non può funzionare”. Sul momento non ho dato troppo peso a questa sua osservazione. Gli strumenti ci sono, hanno costi sempre più bassi e sono pertanto alla portata di quasi tutte le persone. 

Molte persone, in questi giorni, mi hanno chiesto come fare per acquistare il mio ebook Educazione Digitale. A tutti ho risposto di comprare l’ebook su qualsiasi online store e a parte le persone che mi hanno chiesto che cosa fossero gli online store, ci sono stati anche tanti altri che mi hanno chiesto: “ma poi per leggerlo come devo fare? Devo possedere per forza un ereader, un iPad…se non ho questi strumenti devo leggerlo da computer?”. Tra queste persone non c’erano solo anziani, ma anche giovani. Alcuni mi hanno detto: “peccato, l’avrei letto volentieri ma non avendo iPad o simili non ho voglia di leggerlo sul computer”.

Questa mattina Wind Infostrada ha avuto dei problemi non meglio specificati e tutti i clienti di questo operatore sono rimasti senza accesso alla rete per diverse ore. Niente telefonate, niente Internet, niente sms, nessuna possibilità di ricezione. Da utente Wind, non nascondo che queste ore mi hanno fatto provare una strana sensazione di smarrimento. Ho potuto però ragionare su come la nostra società non possa più fare a meno di Internet e le parole dette dal mio amico sono diventate molto più chiare. 

Viviamo oramai appoggiati sulla connessione e se questa cade, cadiamo anche noi. Qualche anno fa, quando non esistevano ancora i telefonini, era normale darsi gli appuntamenti con molto preavviso e soprattutto non spostarli all’ultimo. Ci si diceva l’ora in cui ci si sarebbe trovati e il posto esatto. Rispettare l’appuntamento era responsabilità di entrambe le persone, non si poteva cambiare idea all’ultimo. Oggi non funziona più così. Ci siamo abituati ad avvisarci all’ultimo, a non programmare più di tanto e a cambiare i programmi in qualsiasi momento…tanto abbiamo il telefono sempre dietro. Non c’è niente di strano in tutto questo. Una delle caratteristiche dei telefonini è di essere portatile ed è quindi normale sfruttare questa funzione. Il problema è che se cade la connessione tutto questo non funziona più. Gli appuntamenti non sono stati dati e le persone non sanno bene come fare per potersi incontrare. Come questo esempio se ne potrebbero fare tanti altri. La nostra vita si sta modellando appoggiandosi alla rete, sfruttandone tutte le potenzialità e allo stesso tempo mettendosi in una posizione rischiosa: se lo strumento non funziona più rischiamo di perderci.

Durante un ciclo di incontri per genitori una madre mi fa notare che il figlio di 14 anni non è in grado di utilizzare il Tuttocittà. Mi dice che si muove benissimo con google maps e che sa attivare perfettamente il gps sul suo smartphone. Il problema è che un pomeriggio gli si è scaricato il telefono prima del previsto quando ormai era lontano dai suoi amici e così non sapeva più come tornare a casa. Inoltre non poteva neanche telefonare ai suoi genitori per avvisarli del ritardo e dei problemi capitati. Il ragazzo avrebbe potuto fermare un passante, chiedere indicazioni e farsi prestare un telefono. Il problema è che non ricordava neanche il numero di telefono di casa perché sul suo smartphone lo aveva digitato una sola volta e poi lo aveva salvato in rubrica sotto “casa”. La mamma mi dice che, secondo lei, sarebbe il caso di insegnare ai ragazzi a vivere anche senza smartphone, a leggere le cartine e a non avere paura di chiedere informazioni in giro. Tutte operazioni non scontate. Come dicevo prima ci stiamo modellando alla rete e la rete, paradossalmente, ci abitua a poter fare a meno dell’altro in carne ed ossa: perché chiedere un’informazione quando posso trovarla sul mio telefono? A lungo andare, questo modo di ragionare, ci può portare a non essere più tanto capaci di rivolgersi ad un altro.

Dobbiamo pertanto fermarci a ragionare un po’ di più su tutto questo. Da una parte è importante che i gestori della rete ne garantiscano sempre il corretto funzionamento, dall’altra però bisogna pensare a come non perdere del tutto delle skill che servono per poter vivere meglio, anche in una società iper connessa. 

 

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