Distanze digitali

Distanze digitaliQualche giorno fa, durante un colloquio, ho chiesto ad una ragazza di 20 anni di inviarmi il suo curriculum via mail. Lei è rimasta silenziosa e mi ha guardato con stupore. Dopo un attimo di silenzio mi ha chiesto: “…e come si fa a mandare una mail?”. A questo punto, lo ammetto, sono stato io a guardarla con stupore. Le ho chiesto se era capace di usare Internet e lei mi ha detto che usava il telefono e che non era certa di essere in grado di “usare Internet”. Mi fa vedere il suo smartphone sul quale ci sono tutte le applicazioni possedute da molte persone della sua età.

“Usi Facebook?” le chiedo ancora.

“Certo…lo uso per parlare con i miei amici” mi risponde lei.

I famosi nativi digitali, ragazzi nati nell’era digitale, dovrebbero avere delle capacità innate nell’uso della tecnologia. Questo almeno stando alla definizione. La realtà, però, è un’altra ed è questo il motivo che mi spinge già da tempo (ne parlo qui) a sostenere che il concetto di nativi ed immigrati digitali dovrebbe essere messo da parte. I ragazzi hanno bisogno di una guida nell’utilizzo delle nuove tecnologie perché altrimenti rischiano non solo di non sfruttarne le potenzialità ma anche di diventare un facile bersaglio di chi ha puri interessi di mercato.

Inoltre,questo piccolo scambio di battute, mi ha fatto riflettere su come la tecnologia non possa da sola colmare il divario sociale e culturale presente nella nostra società. Non basta possedere uno smartphone per poter ottimizzare l’esperienza che una persona può fare online. L’uso che viene fatto della tecnologia riflette la condizione sociale di una persona. Non solo Internet non colma il divario, dunque, ma in alcuni casi può anche ampliarlo potenziando sempre di più le persone in grado di utilizzare e sfruttare la rete e allontanando tutte le altre. Lo stesso uso dei social media, del resto, riflette questa tendenza perché a seconda del mio status sociale mi circonderò e  mi farò influenzare da alcune persone e non da altre. Chi frequenta il liceo avrà, anche online, un giro di amicizie molto diverso da chi ha finito, con enorme fatica, la scuola media.

Per questo c’è bisogno di fare cultura su queste tematiche. Inoltre, prima ancora di parlare di educazione digitale, bisognerebbe parlare di una scuola in grado di accompagnare i ragazzi e farli crescere. Forse le tecnologie possono aiutare in questo compito, ma certamente non bastano a ridurre le distanze culturali tra chi ha avuto la possibilità di studiare e chi no.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...