L’ego digitale manda in pensione l’Avatar

Ego digitaleVolete fare la conoscenza del vostro ego digitale? Benissimo, provate ad andare sul sito del programma Immersion del MIT, date il consenso a farvi scannerizzare l’account gmail e lo conoscerete nel giro di qualche minuto. Non ha la forma di un avatar, non ha un corpo e non è neanche uno strano animale parlante…no, è un fitto intreccio di palline colorate, ognuna delle quali porta il nome di un vostro contatto. Più mail avete scambiato con una persona più il suo pallino sarà grosso e se ci sono persone con le quali vi siete scritte solo qualche mail le troverete all’esterno del fitto intreccio di pallini. In più, sulla base dei colori e della collocazione nella mappa, potrete facilmente trovare i diversi gruppi di colleghi e amici: se qualcuno di questi gruppi non lo incontrate più lo troverete un po’ defilato dai contatti con i quali state continuando a intrattenere scambi. La conoscenza del nostro ego digitale è importante per farci prendere consapevolezza del fatto che su questa terra non siamo effettivamente l’unica forma vivente: nel digitale, fatto di numeri e collegamenti, c’è il nostro ego digitale che ci assomiglia molto di più di quello che saremmo portati a credere.

Questo ego, infatti, si costituisce a partire dalle tracce che noi lasciamo quando utilizziamo dispositivi digitali. Oggi siamo ancora abbastanza consapevoli di quando lasciamo una traccia nel digitale ma stiamo correndo a grande velocità verso una dimensione in cui lasceremo delle tracce senza neanche accorgercene, semplicemente compiendo normali azioni quotidiane. Più la nostra società si digitalizza più ogni nostro movimento lascerà un segno. Una caratteristica dell’ego digitale è che, essendo fatto di numeri, può essere facilmente analizzato e studiato: quali sono i suoi interessi? Quali attività gli piacciono di più? Cosa pensa di determinate persone? Qualsiasi algoritmo può essere applicato a questo ego digitale permettendogli in questo modo di prendere vita e proiettarsi nel futuro. Se so che ti sei sempre comportato in un determinato modo potrò certamente ipotizzare il tuo comportamento in una certa situazione e farti la proposta giusta. Così, nella società sempre più digitale, i vari ego digitali avranno un peso molto maggiore di quello che possiamo adesso immaginare, perché, a differenza degli esseri umani, possono essere facilmente monetizzati. Conoscere il nostro ego digitale, ovvero essere più consapevoli di tutte le tracce che lasciamo è certamente il modo migliore per vivere la rivoluzione digitale in maniera critica e attiva e non passiva.

Infine guardate questo video girato a Bruxelles. Ci sono delle persone a cui un improbabile veggente prevede il futuro, compiendo l’operazione che ho descritto in questo post: parte dalle tracce digitali per fare delle ipotesi sul futuro e le persone rimangono a bocca aperta, non capendo come può questo veggente possedere tutte quelle informazioni personali. Il video si conclude con questo messaggio sul quale non sono d’accordo: “La vostra vita si trova interamente online e potrebbe essere usata contro di voi. Siate vigili!”. Io avrei scritto: “La vostra vita si trova interamente online ed è fondamentale che voi ne prendiate atto”.

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