Alberto Rossetti

5 consigli per prevenire la #dipendenzadainternet

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Per prima cosa: che cos’è la dipendenza da internet?Internet

Per alcuni genitori è rappresentata da un mostro che non pensavano di avere in casa. Fin da quando il loro figlio era piccolo gli hanno dato la possibilità di giocare al computer ma adesso che il ragazzo è cresciuto e non si stacca più dal monitor rimangono increduli: possibile che quei giochi che gli abbiamo permesso di fare quando era bambino abbiano prodotto questa dipendenza? Se con le droghe il nemico da combattere è più facilmente individuabile, con internet questo nemico si mimetizza e improvvisamente appare trovando i genitori spaventati e impreparati: alcuni non riescono più a parlare al figlio, altri devono intraprendere infinite discussioni per limitare il soggiorno in rete, altri ancora si trovano le mani del ragazzo al collo e scappano di casa impauriti.

Per seconda cosa: possibile non accorgersi che il figlio stia diventando dipendente?

A meno che non si voglia far finta di non vedere, direi che i segnali che i ragazzi mandano sono molteplici.

#numerodiore: non è possibile definire un numero di ore corretto, però è anche vero che se le ore cominciano a diventare tante significa che qualche cosa non sta funzionando. Anche perché quando parliamo di adolescenti non stiamo parlando di persone che con il computer ci devono lavorare, quindi se tutti i giorni le ore diventano 4, 5, 10 oppure se la notte viene scambiata con il giorno (potrebbe capitare soprattutto in periodi estivi), bisogna intervenire.

#interessi e amici: in adolescenza è normale abbandonare vecchi interessi per acquisirne di nuovi. Quando però tutti gli interessi si riducono ad attività in rete, al computer, non si può fare finta di niente. Alcuni ragazzi, ad esempio, non escono più con gli amici per giocare online, dicendo che hanno già moltissimi amici nei loro giochi. Se è vero che attraverso internet si possono portare avanti infiniti interessi è altrettanto vero che internet non può rispondere a tutti i nostri bisogni.

#aggressività: quando non ne potete più di vedere vostro figlio stare ore attaccato ad un monitor e gli staccate il modem potrebbe capitare di osservare alcune reazioni aggressive, che variano ovviamente da ragazzo a ragazzo: c’è chi urla e spacca tutto, chi scoppia in lacrime, chi rimane silenzioso ma si chiude in una profonda solitudine. Sono tutti segnali di un eccessivo attaccamento alle attività portate avanti tramite internet. Per questo motivo il mio suggerimento è sempre quello di evitare di staccare improvvisamente la connessione alla rete perché le reazioni che si possono innescare possono creare danni ancora maggiori. Questo non significa però che non si debba intervenire in altri modi, magari chiedendo aiuto ad esperti. Se si è sviluppata una dipendenza è perché le attività in rete hanno permesso di aggirare i problemi ed è importante aiutare i ragazzi a riconoscere tutto questo e ad affrontare quelle difficoltà.

#genitori: ci sono almeno due errori che spesso si compiono. Il primo è pensare che siamo tutti un po’ dipendenti da attività online e quindi che è normale che un ragazzo lo sia. Il secondo è preferire che il ragazzo stia a casa, apparentemente al sicuro, piuttosto che esca, faccia tardi e magari si metta in condizioni di rischio.

#aiutatemi: anche se non lo diranno mai espressamente, molti ragazzi vogliono essere aiutati a staccarsi un po’ dal computer. Una ragazza, nel parlarmi del suo rapporto con alcuni social network, mi ha detto che nonostante senta la testa che le frigge e gli occhi che le si chiudono, non riesce a staccarsi dal computer. Un altro ragazzo, quando i genitori gli hanno staccato la connessione, mi ha confessato di essere stato contento perché così ha potuto riposarsi per qualche giorno: far vivere in guerra un generale della Marina Americana (il suo avatar) non è certo un’attività semplice.

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Autore: albertorossetti

Psicologo e Psicoterapeuta

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